AVATANEO Matteo

MATTEO AVATANEO

Correva l’anno 1987, metà novembre (altro secolo, altro millennio) e don Ottavio Paglietta, allora parroco di Poirino, mi telefonò per chiedermi informazioni sulla mia vittoria alla maratona di Livorno che si era corsa la prima domenica di novembre. Siccome avrei dovuto contattare Gabriele Minelli per dare a lui tutte le info necessarie per redigere un articolo su quella mia “impresa” sportiva, siccome avrei poi dovuto portare una foto, siccome… dissi a don Ottavio che l’articolo su di me l’avrei… scritto direttamente io! Non sapevo che in quell’istante, dicendo “ok, lo scrivo io” a don Ottavio, stavo firmando la mia condanna a… tante notti insonni!

Si perché scrivere articoli, da lì in poi, è diventata la mia grande passione (con l’atletica leggera ovviamente, gare sui 5.000 e 10.000 metri, maratona e corsa campestre). Nel tempo ho anche collaborato con il “Corriere di Chieri”, con il gemello “Corriere di Moncalieri”, con il settimanale diocesano “La Voce del Popolo” e, soprattutto, con “Correre” una rivista mensile con sede a Milano (di cosa trattava l’avrete già capito) di cui sono stato diciamo, in modo un po’ pomposo, il corrispondente dal Piemonte per un quinquennio circa.

E poi il libro. Anzi, i libri. Al primo ci sono arrivato un po’ per caso. Nel 2010 la Filarmonica Poirinese compiva 200 anni. Allora ero (grazie a mia figlia Chiara che suona in banda) vice segretario del gruppo: “Chi meglio di te può fare quattro righe per ricordare l’evento?” mi disse Anna Stuardi, presidente della Filarmonica. Ne uscì un libro di circa 170 pagine; venne impaginato da Chiara (che è tra i soci fondatori del Museo) e la sua amica Mariangela Rossino, e venne distribuito come strenna natalizia delle “Cioche ‘d Poirin”. “Proprio un bel libro” dico io! Ma su questo punto non sono sicuro che tutti siano d’accordo! Ma tant’è! Ormai il misfatto era compiuto! E il dado era tratto!

Caso volle che, tre anni dopo, la chiesa dei Marocchi, (costruita nel 1913 ed inaugurata a gennaio del 1914) compisse 100 anni. Ed a chi poteva rivolgersi don Perlo (che mi aveva avuto come chierichetto a Masio, per 40 anni) per scrivere un libro? Al sottoscritto, ovviamente. Anche “Cento anni della chiesa di Marocchi” venne distribuito con le “Cioche ‘d Poirin” del gennaio 2014 ed al libro collaborarono, oltre al sottoscritto, anche don Michele Perlo, Luciano Baravalle, Gabriele Minelli e Bartolomeo Mosso.

Infine il libro sui cento anni dalla fine della “Grande Guerra 1915-18”. Ma in questo caso ho solo collaborato, non devo darmi meriti che non ho. E’ la riedizione di quello già pubblicato per gli 80 anni dalla fine della guerra (a firma di Bartolomeo Mosso). Sono stati aggiunti tutti quegli articoli pubblicati sull’argomento dalle Cioche: alcuni sono miei. Anzi: già che ci sono vi allego qualche articolo. Tra questi anche una pseudo intervista ad un caduto in Albania. E’ un articolo che mi piace. Anzi “è il miglior articolo del… mondo!” Dopo averlo letto ditemi cosa ne pensate! E’ l’unico modo per farmi… abbassare un po’ la cresta! Buona lettura. E… non prendetemi troppo sul serio!!